Enzo Jannuzzi - Spezzano Albanese, 1946
Approda a Milano negli anni della contestazione
giovanile; segno efficace e spirito indipendente si rivela come uno dei più
interessanti autori underground italiani. Il suo primo personaggio è
Ancillotto, un emigrante alle prese con le contraddizioni di quegli anni. Presentato
come striscia umoristica esprime umanità, rabbia, sconforto e passione. Coinvolto
da Alfredo Castelli nel laboratorio fumettistico della rivista “Horror”
dell'editore Sansoni è portato per un erotismo forte e sanguigno, spudorato e
divertente. Crea anche personaggi e brevi storie underground come "Il
diario d'Immacolata" - Borsa del Fumetto 1978 e "Albertine" Russo
Editeur. Nel 1978-79 pubblica diversi episodi di "Ivan-Dalì" ne “Il
Mago” con testi di Castelli e di Pichard. Conosce Carlo Peirano, per il quale
realizza la prima edizione de "Le 11.000 verghe" (1979) ispirate dallo
scabrosissimo romanzo di Guillaume Apollinaire; l'opera sarà pubblicata anche
in Francia dalle Editions DL, in Olanda da Sombrero Outgeverej, da Miani (1983)
e della HEJ Book and Look (2006). Nel 1980 pubblica "Vita mirabile
dell'arcitruffatrice e vagabonda Coraggio" e "Scabrina". Nel
1984 disegna "Accadueò” un racconto a fumetti di fantascienza grottesca, e
"Ringorossi", due storie su testi di Enrico Castruccio per la rivista
1984 dell'editore Puleio. Pubblica in Olanda l'albo "Remengograd" su
testi del poeta milanese Bruno Mandelli. Realizza anche un'opera in 135 tavole,
"Anni '70 in quattro risate... e un mal di pancia" con le
"origini" di Ancillotto. Su "Tratti" Mobydick n. 66
pubblica "Contro l'AIDS", 16 pagine intense, prodotte dal Centro
Documentazione del Leoncavallo, il centro giovanile milanese con il quale
collabora per qualche anno. Recentemente dopo molte esperienze come
disegnatore, illustratore e muralista, ritorna al primo amore per il fumetto.

